incendi in sicilia

Chi ha interesse ad incendiare la Sicilia?

Chi ha interesse ad incendiare la Sicilia ? Mi duole il cuore e le lacrime sono più di rabbia che di sgomento a vedere la mia amata terra e parte della sua macchia mediterranea bruciare. Ogni anno mani ignote, mani criminali, mani insanguinate e piene di lerciume non esitano ad appiccare fuochi ed incendi che si rivelano poi devastanti.

I piromani sono tra noi ma è difficile scoprirli. Cosa li spinge a bruciare i boschi? Ogni estate rispuntano. E restano impuniti. E’ agosto non piove da mesi, le temperature sono da bollino rosso e lo scirocco spinge da Sud, al fuoco bastano pochi minuti per farsi largo tra erbacce e rami secchi.  Le fiamme partite da Macari, hanno superato la montagna e sono arrivate prima alla Tonnara di San Vito, sulla costa, e poi si sono estese alla vicina riserva naturale dello Zingaro, che già nel 2012 era stata vittima sacrificale.

Come Intervenire ?

Interviene Legambiente denunciando da sempre la scarsa prevenzione e controlli per un problema cosi drastico, le regioni, fra cui la mia, dovrebbero mettere in campo azioni mirate ed efficaci per contrastare questo fenomeno malavitoso.

La Sicilia brucia per mano dell’uomo. I roghi scoppiati sono spesso di natura dolosa e criminale, appiccati per lo più per fini speculativi, compresi quelli di poco valore, come la ripartenza del pascolo, o per ripicche tra privati o verso la pubblica amministrazione, sappiate però che solo in Sicilia i contributi europei all’agricoltura valgono cinque miliardi di euro, spesso destinati a campi in cui non pascola e non cresce assolutamente nulla.

rogo altofonte

Dal punto di vista degli strumenti normativi, può dare un importante contributo la legge 68/2015 che ha introdotto gli ecoreati nel codice penale. Infatti oltre al delitto di incendio doloso, nei casi più gravi, si può configurare per le conseguenze che hanno i grandi incendi boschivi il delitto di disastro ambientale che prevede fino a 15 anni di reclusione più le aggravanti.

Nella realtà, oltre ad una strategia pianificata del terrore criminale,  c’è la mancanza di cultura della cosa pubblica, lì invece dove imperversa la cultura del vandalismo, e questo porterà ad effetti che risulteranno devastanti per la nostra regione perchè accentuerà la crescente desertificazione.

Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. E’ la stima fatta dalla Coldiretti.

Davanti a tanta devastazione e desolazione resta la rabbia e le lacrime di impotenza che un cittadino comune, amante della propria terra deve ingoiare. Dobbiamo ricominciare dalle basi , insegnando ai nostri figli l’educazione civica, insegnandola a scuola e nelle nostre famiglie. Smettiamola di vivere pensando che tutto ci è dovuto, la nostra amata terra è in pericolo e con lei le generazioni future.

 

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