Covax – I vaccini anticovid 19 sono solo per i ricchi ?

I paesi ricchi hanno già acquisito miliardi di dosi di potenziali vaccini contro il coronavirus , lasciando potenzialmente i paesi poveri senza un’offerta sufficiente per gli anni a venire, è quello che mostra questo nuovo studio dei ricercatori del Global Health Innovation Center della Duke University.  La ricerca ha, infatti, rilevato che i paesi ad alto e medio reddito hanno già acquistato 3,8 miliardi di dosi, con opzioni per 5 miliardi in più.

Questo porterebbe di conseguenza al fatto che le nazioni relativamente ricche saranno in grado di vaccinare l’intera popolazione, mentre le più povere relegheranno la loro popolazione in fondo alla linea. Le persone nei paesi a basso reddito potrebbero dover aspettare fino al 2024.

Questi accordi tra paesi e produttori di farmaci, noti come accordi di acquisto anticipato, stanno minando un’iniziativa legata all’Organizzazione mondiale della sanità che mira a distribuire equamente i vaccini, questo è quanto emerge dallo studio. E’ proprio dalle parole di  Andrea Taylor , ricercatore capo della ricerca che ne abbiamo la conferma : ” La direzione ? E’ una situazione in cui i paesi ad alto reddito ne avranno a sufficienza e i paesi a basso reddito no.

Da quando è iniziata la corsa al vaccino, gli esperti hanno messo in guardia i governatori dei singoli stati sui pericoli del “nazionalismo dei vaccini” e hanno chiesto un approccio cooperativo allo sviluppo e alla distribuzione degli stessi. Più di 150 paesi, che rappresentano un’ampia quota della popolazione mondiale, hanno firmato per partecipare al Covid-19 Vaccines Global Access Facility, o Covax, che mira a sviluppare e distribuire equamente 2 miliardi di dosi di un vaccino entro la fine del prossimo anno. Questo naturalmente è un bene, infatti secondo questo accordo sia i paesi ricchi che quelli poveri mettono insieme i soldi per offrire ai produttori garanzie di volume per potenziali vaccini. L’idea è di scoraggiare l’accumulo di denaro e concentrarsi prima sulla vaccinazione delle persone ad alto rischio in ogni paese partecipante. C’è però un rovescio della medaglia.

covax

Esiste conformità o si trama sotto sotto ?

I ricercatori hanno scoperto che il Canada e il Regno Unito hanno già riservato più che sufficienti dosi di potenziali vaccini per coprire l’intera popolazione. Anche L’UE ha comprato centinaia di milioni di dosi.

Questi accordi hanno senso dal punto di vista del singolo paese, ma minano gli sforzi di cooperazione per garantire dosi sufficienti, in particolare per i paesi a basso reddito. Insomma i poveri restano sempre poveri e come sempre sono i soggetti più a rischio.

Più i paesi proteggono le loro scommesse e lavorano al di fuori di Covax, più è difficile per Covax mantenere effettivamente le sue promesse“, ha affermato Suerie Moon, co-direttrice del Global Health Center presso il Graduate Institute of International and Development Studies in Ginevra. I paesi ricchi, ha detto, “stanno consumando tutta l’offerta prima che Covax possa generare qualcosa”.

Gli Stati Uniti invece non si sono uniti a Covax,  poichè  l’amministrazione Trump non vuole lavorare con l’OMS. L’analisi di Duke ha scoperto che gli Stati Uniti hanno già accordi per acquistare dosi sufficienti per 455 milioni di persone, più della popolazione statunitense – e potrebbero alla fine controllare 1,8 miliardi di dosi, o circa un quarto dell’offerta mondiale “a breve termine”.

Anche i paesi a medio reddito stanno riservano dosi di vaccino. Il Brasile e l’India si sono già assicurati i diritti a un numero sufficiente di vaccini per coprire circa la metà della loro popolazione, osserva lo studio.

Covax e i paesi a basso reddito

La maggior parte dei paesi a basso reddito, al contrario, non ha altra scelta che fare affidamento su Covax, che deve competere con i grandi attori per garantire l’accesso ai vaccini.

Taylor, il ricercatore capo, ha sottolineato che lo studio offre una “istantanea” di  come stanno le cose, non una previsione definitiva. L’accesso ai vaccini dipende in gran parte da quali vaccini si dimostrano sicuri ed efficaci – e questo è ancora molto nell’aria. Un’altra domanda fondamentale è la capacità: quanti vaccini contro il coronavirus può produrre il mondo in un anno?

Lo studio Duke non offre una stima, ma richiede investimenti nella capacità di produzione, in particolare nei paesi in via di sviluppo, per aumentare l’offerta.

“Questo studio mostra che sono state acquistate molte dosi, quello che non so è cosa resta da riservare ai paesi a basso reddito”, ha detto Thomas J. Bollyky, un senior fellow del Council on Foreign Relations e direttore del suo Programma sanitario globale.

Ciò che è chiaro, ha detto Bollyky, è che il mondo è diretto verso “un sistema a due livelli”.

 

Fonte : The Washington Post

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