iperconnessione

Iperconnessione: togliete gli smartphone dalle mani dei vostri figli.

Sempre connessi, non è solo uno slogan pubblicitario ma è purtroppo una triste realtà. Sono ben 54,8 milioni gli italiani che nel 2019 hanno utilizzato internet, un numero in crescita rispetto all’anno precedente. L’iperconnessione non è sempre un bene. Tale stato può essere più o meno grave per tutte le fasce d’età, perché lo sappiamo bene che assottiglia lo spazio e il tempo di cui necessitano i rapporti e le correlazioni umane, ma assume per i minori dimensioni drammatiche.

La tecnologia non è un male, men che meno è il male assoluto, e ve lo dice uno che ci lavora da più di 30 anni, poichè rappresenta uno strumento comunicativo a cui i bambini vanno abituati e a cui devono accedere, ma togliere gli smartphone ed i tablet dalle mani dei vostri figli e restituire loro i meccanismi naturali della creatività, diventa indispensabile. Pensateci bene ogni volta che li calmerete mettendogli davanti un monitor o che gli regalerete uno smartphone.

Volete qualche dato? Ben il 46% dei preadolescenti fra gli 11 e i 13 anni resta attaccato allo smartphone due ore al giorno, mentre il 44% dei più grandi arriva a stare al telefono anche sei ore al giorno, il 14% dei  ragazzi tra i 14 e i 18 anni lo usano tra le sette e le dieci ore. Comprendete anche voi che siete adulti che questa iperconnessione pone una distanza insidiosa ed esiziale fra voi e i vostri figli.

Resto molto stupito tutte le volte che vedo un genitore al ristorante, al bar o in qualunque altro luogo pubblico che pur di zittire il proprio bimbo gli piazza il proprio smartphone davanti agli occhi, penso non ci sia danno peggiore che quello di rincitrullire i propri figli con strumenti che rendono decisamente ebeti persino gli adulti. Si dice che i bambini tra gli zero e i due anni non dovrebbero essere esposti allo strumento televisivo, ciò proprio per la velocità con cui il televisore lancia e sintetizza impulsi visivi e uditivi; la stessa cosa vale per lo schermo di un PC, dinnanzi a un videogioco o al tablet. Parliamo di un intrattenimento passivo e spero concorderete con me che non equivale a giocare a nascondino, rincorrersi, giocare a guardia e ladri o nel parco sotto casa. Lo smartphone non agevola la condivisione. In mano a bimbi piccolissimi questa variante hi-tech del ciuccio, è molto più dannoso, a quell’età scoprono il mondo attraverso il proprio corpo, attraverso le mani e le sensazioni che ne ricavano. Lo so il fascino del monitor è seducente ma, a mio avviso, invalidante. Non li abituiamo alla fantasia, a sporcarsi le mani, a progettare o costruire nuovi giochi. Mi ricorda la televisione degli anni 80.

famiglia e smartphone

Iperconnessi si ma a quale prezzo ?

La nostra società iperconnessa e social network dipendente manda un messaggio molto pericoloso ai nostri ragazzi : la gratificazione passa attraverso un like, una notifica e non mi stupisce che vi siano adolescenti che si mettono in mostra sui social più disparati, passando da facebook ad instragram, da youtube a tik tok , quando chi deve dare l’esempio è il primo colpevole.  Più di una volta ho consigliato a molti genitori di evitare l’eccessiva mercificazione dei propri figli compiuta più per eccesso di esibizionismo che per altro.

L’aspetto più grave, se volete, è l’ignoranza. Molti adulti, non solo sconoscono i pericoli che un iper-dipendenza da internet può dare, ma ignorano le minacce di cui la rete stessa è zeppa. Sei adolescenti su dieci navigano in rete la notte fino a tardi, innescando il fenomeno del vamping: chattano o giocano di notte, e la mattina si addormentano in classe. Oltre che alla salute, le conseguenze sul rendimento scolastico sono chiare.

  • DIPENDENZA DA INTERNET

Un fenomeno di cui si parla molto è l’Internet Addiction Disorder (IAD) ovvero disturbo da abuso della rete telematica, che l’Organizzazione Mondiale della sanità classifica come dipendenza da non sostanze. L’uso eccessivo di internet può portare a problemi emotivi sottostanti, come stati di ansia o depressione, stress o emozioni di rabbia. In questi casi, il web viene spesso utilizzato come modalità per “sentire meno” i sintomi dei disagi o per cercare di uscirne.

  • ISOLAMENTO

Come già accennato all’inizio di questo articolo, l’eccessivo utilizzo degli smartphone e della rete internet impoverisce i rapporti interpersonali, e sopratutto nei giovani impedisce di coniugare la dimensione virtuale con quella reale.  Quante volte fra parenti ed amici abbiamo esempi di ragazzi che sempre più attaccati ai propri device si rifiutano di uscire con i propri amici. Un tipico esempio di ciò è la sindrome di Hikikomori, termine coniato da Saito Tamaki, psichiatra giapponese.

  • IL CYBERBULLISMO

Non passa giorno che non si senta su qualche mezzo di comunicazione nazionale o regionale di ragazzi suicidi per atti di cyberbullismo.  Sappiamo tutti che il cyberbullismo per definizione è un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici (sms, mms, foto, video, email, chatt rooms, istant messaging, siti web, telefonate), il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi. Nelle mani del cyberbullo smartphone e computer diventano veicoli per intimorire, deridere o minacciare gli altri in ogni momento. I giuristi anglofoni distinguono di solito tra cyberbullying per sé (“ciberbullismo” ), che avviene tra minorenni, e il cosiddetto cyberharassment (“cibermolestia”) che tra un adulto e un minorenne. 

  • PORNOGRAFIA E VIOLENZA

Di materiali pornografici e violenti la rete internet ne è piena e non crediate che siano cosi poco accessibili ai minori, a volte non sono sufficienti i parent control, anche se utilissimi. Accedervi richiede un minimo di competenze digitali ma sono capacità che ai giovani non mancano. Basta spesso digitare alcune parole chiave su Google e si entra in Siti Web che oltre ad avere una protezione ridicola, nascono proprio con l’intento di accalappiare menti giovani. Il pericolo sta nel fatto che da bambini ed in età preadolescenziale non si hanno le competenze e la maturità per comprendere ciò che si sta guardando. E non voglio infierire con la possibilità che i vostri figli adolescenziali si imbattano in chatt rooms davvero pericolose, in cui l’ombra pedopornografica è sempre in agguato.

Ma allora cosa possiamo fare per difendersi da questi pericoli?

Chi detta le regole se non la famiglia ? Sono i genitori che devono per primi imparare a conoscere e dunque poter insegnare la navigazione sicura, indicando regole certe sui tempi e sui luoghi soprattutto per i più piccoli. Il 16 per cento dei bambini dai 3 ai 6 anni utilizza  un tablet per circa 4 ore al giorno. Un po eccessivo per chi sta formando le proprie abitudini mentali. Date l’esempio, evitate voi stessi l’iper-connessione.  Tornare un po indietro nel tempo non fa male, impariamo a spegnere i cellulari quando siamo a tavola, durante la cena o al ristorante, cosi come facevano i nostri nonni con la tv, altrimenti i figli avranno di che controbattere. Sono I genitori che insieme alla scuola, dovrebbero concorrere positivamente all’educazione web dei ragazzi favorendo un accesso razionale e consapevole alla rete.

Regalatevi uno spazio da giostrare con i Vostri figli, staccate per 3 ore al giorno il wi-fi di casa perchè vivere senza rete si può, si deve. Leggete insieme ai vostri figli, aiutateli a sviluppare la loro creatività, fate dei puzzle o disegnate insieme a loro. Io sono certo che ne saranno entusiasti. Smettetela di proiettarli in un mondo che non gli appartiene, almeno non ancora, avranno tutto il tempo necessario per imparare ad utilizzare quegli strumenti che gli serviranno per il futuro. Smettetela di usarli come merce per gonfiare il vostro ego, il vostro bisogno di esibizionismo, i Social non sono lo specchio di quella realtà che andate agognando.

Togliete dalle mani gli smartphone dai Vostri figli ma sopratutto smettetela di essere iperconnessi sempre anche quando andate in vacanza.

 

Autore:

Luca Zappalà
www.lucazappala.it

1 Comment
  • Pingback:Covid 19 dove andremo a finire
    Posted at 15:18h, 17 Ottobre Rispondi

    […] Vi ricordate il primo Facebook ? il primo Google, il primo Amazon ? Strumenti totalmente differenti da ciò che sono oggi.  Strumenti di condizionamento sociale, di spionaggio della vita privata, di massificazione. Vi svegliano la mattina presto con Alexa , vi ascoltano, vi propongono ciò che desiderate ma che in realtà fa comodo a loro, condizionano le scelte dei vostri figli, abbassano l’interazione fisica, lobotomizzano. A tal proposito vi consiglio di leggere il mio articolo, Iperconnessione: togliete gli smartphone dalle mani dei vosti figli […]

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