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Politicamente in Italia non perde mai nessuno

Le elezioni 2020 sono scivolate via e come al solito lo slogan nazional popolare è : noi abbiamo vinto, perchè politicamente in Italia non perde mai nessuno.

Luigino Di Maio porta a casa il Si referendario, un risultato dato cosi per scontato che se avesse fallito altro che bibite al San Paolo, ma di fatto prendendo una tal batosta alle regionali che persino l’amico/nemico Di Battista gliele manda a dire. I grillini come partito sono palesemente in crisi.  Forse oggi il M5s è più vicino al 10 che al 15%.

La mitica destra italiana della Meloni si accontenta di governare una regione in più ( le Marche ) perdendo di fatto una grande occasione, quello di aver permesso la vincita del Si al referendum, anche se adesso rivendica la leadership del centro destra.

A tal proposito Berlusconi credo non faccia più testo nel panorama politico nazionale visto i risultati di Forza Italia che continua a perdere elettorato dimezzando di volta in volta il consenso. Forse Berlusconi dovrebbe smettere di pensare al centrismo in un momento in cui sembra tornare di moda il bipolarismo.

Il Partito Democratico gioisce nel non aver perso la Toscana e nell’avere fagocitato parte dei voti dei Pentastellati delusi da ogni promessa mancata del movimento.

referendum costituzionale

Persino Renzi di Italia Viva si fregia della vittoria referendaria e della Toscana senza i voti del quale a suo dire sarebbe capitolata ma che in Puglia non va più in la di un misero 1,6%.

Infine c’è la Lega;  grande vittoria del governatore Zaia che, con una lista personale, oscura il suo leader Salvini che dal Papeete in poi effettivamente non ne imbrocca piu una. Si aspettava un 7-0 ma gli è finita in pareggio, mi ricorda tanto il suo ed il mio amato Milan degli ultimi anni.

Forse un vincitore vero c’è : Giuseppe Conte che non ha subito la spallata della destra, che ammicca al PD e mantiene in caldo la poltrona, aprendo uno spiraglio sul MES ( ma i grillini non erano in disaccordo? ) ed anche sull’abolizione dei decreti sicurezza voluti dal suo governo giallo-verde.

La stagione politica è dunque destinata a rimanere immutata al netto delle diatribe sul rimpasto che Zingaretti chiede visto che il PD diventa primo partito di governo.  Ne vedremo delle belle, persino sulla legge elettorale che a mio modesto avviso sarà un proporzionale puro. Evviva la prima repubblica.

 

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